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CIUFFOLOTTO
Inserito il 14 aprile 2004 da Admin.
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CIUFFOLOTTO


Il Ciuffolotto è uno degli indigeni più belli, che deve il suo fascino al disegno netto in cui il rosa-rosso delle parti inferiori contrasta con il grigio del dorso ed il nero di testa, ali e coda.

Nonostante le splendide caratteristiche fenotipiche ed il carattere confidente, il Ciuffolotto non è molto allevato in purezza e questo a causa dei problemi respiratori che lo assalgono in estate, da cui consegue una scarsa longevità. A causa di tali problemi l'allevamento del Ciuffolotto, a differenza di quanto accaduto per gli antri Fringillidi, non ha ricevuto una spinta neanche dalle mutazioni di colore (bruno e pastello) ormai diffuse anche in Italia grazie a bravi allevatori quali Paolo Formenti e Paolo Amadio.

Questa non eccessiva robustezza che limita chi alleva in purezza, abituato a programmi a lungo termine dettati dalla logica della selezione, non scoraggia invece gli allevatori che si basano su programma annuali, cioè gli ibridatori.

Gli ibridi con il Ciuffolotto, così come quelli con il Crociere, sono sempre dei campioni purché l'abbinamento sia scelto con oculatezza. Il Ciuffolotto infatti è un soggetto a fattore rosso e per ottenere degli ibridi belli è opportuno accoppiano con altri soggetti a fattore rosso o che presentino almeno zone di elezione di tale colore (quali il Cardellino ed il Verzellino Fronte Rossa). In ibridazione si utilizza esclusivamente la femmina del Ciuffolotto in quanto il maschio a causa del corteggiamento lungo, del becco nero e delle movenze più simili a quelle di un Estrildide che a quelle di un Fringillide finisce per infastidire o spaventare la femmina destinata così a deporre uova chiare. La
Ciuffolotta, per contro, depone con una certa facilità, purché lasciata tranquilla ed accoppiata ad un maschio non troppo irruento. Personalmente quando osservo un Ciuffolotto ho la sensazione di guardare un essere intelligente che mi squadra e, senza scappare, cerca di "misurarmi" come io "misuro" lui.


DESCRIZIONE DEL CIUFFOLOTTO



Il Ciuffolotto prende il nome dal canto tipico del Genere a cui appartiene: di dimensioni che variano dai 16 ai 18 cm, è un soggetto decisamente robusto, caratterizzato da becco corto, arrotondato e forte, classico di molti degli uccelli che si nutrono dei semi della frutta.

La calotta e la maschera che circonda il becco sono di colore nero; i lati della testa, il petto ed i fianchi sono di colore rosso; il ventre ed il codione sono bianchi; il dorso è grigio piombo; le ali e la coda sono nere; le bande alari formate dalle grandi copritrici sono di colore grigio perla (orlate di bruno nei soggetti giovani); le zampe sono nere e lo stesso dicasi del becco.

La femmina presenta il colore delle parti superiori grigio brunastro; il rosso delle parti inferiori è sostituito dal bruno.

I giovani in piumaggio da nido sono uniformemente bruno scuro con ali e coda di colore nero.

Molte volte vengono spacciati per femmine i maschi di Ciuffolotto Cineraceo che presentano tutto il mantello di un bel grigio cenere brillante (e per questo si distinguono).

Ad oggi le mutazioni del Ciuffolotto, in Italia, non sono state standardizzate, perché sia per la mutazione pastello che per la bruna i margini di miglioramento sono ancora alti e la variabilità da soggetto a soggetto è così elevata che fissare uno standard al quale riferirsi è certamente prematuro (in particolare per la mutazione pastello).



IL CIUFFOLOTTO IN NATURA





Il Ciuffolotto abita le foreste di Conifere dell'Europa centro settentrionale con predilizione per quelle di Peccio ed Abete Bianco poste ad altitudini che vanno dai 1500 ai 2500 metri.

In Italia è presente sulle Alpi e sull'Appennino centrale (nelle foreste di aghifoglie) fino al Gargano. I soggetti del Nord Europa, al contrario di quelli del Sud vivono nelle pianure ai margini dei boschi ed occasionalmente si spingono anche nelle aree verdi dei centri abitati.

In natura è un soggetto piuttosto difficile da osservare a causa del fatto che sta sempre ben nascosto nel fitto dei cespugli e scende a terra solo per
abbeverarsi. Vaga alla ricerca di cibo in coppie che possono essere formate anche da soggetti dello stesso sesso.

I semi vengono raccolti dalle infiorescenze, sugli alberi e nei cespugli; quando sono disponibili appetisce molto le bacche ed i germogli dolci, poi, in estate, approfitta anche delle prede vive (larve ed insetti) che gli capitano a tiro di becco.

Con il sopraggiungere della primavera si formano le coppie; il legame di coppia è molto forte ed il maschio con le sue danze cerca di rinsaldarlo costantemente.

Il nido viene costruito su una conifera, in prossimità del tronco, ad altezze che non superano i due metri. La struttura della coppa viene realizzata con
piccoli rametti all'esterno e pelurie di vario tipo all'interno (nell'insieme la forma è piuttosto grossolana).

Le uova deposte sono normalmente cinque, di colore azzurro, macchiate di bruno sul polo ottuso. I piccoli nascono dopo tredici giorni di incubazione ed
alimentati con larve e semi immaturi dopo circa tre settimane lasciano il nido per svezzarsi dopo altre due.

Le covate portate annualmente a termine sono due; la muta del piumaggio nei giovani inizia quando questi hanno circa cinquanta giorni e termina in autunno, immediatamente prima delle migrazioni verso le zone in cui il cibo è più abbondante.

Tali migrazioni interessano in particolare i soggetti del Nord Europa in quanto quelli che vivono più a Sud si possono considerare stanziali a tutti gli effetti.

Il Ciuffolotto degli Appennini è caratterizzato da una taglia piuttosto minuta (15 cm) e dai colori più intensi e brillanti; per contro il Ciuffolotto 'maggiore" che vive in Scandinavia ha taglia robusta (19-20 cm) con il rosso delle parti inferiori più rosato (questa forma più delle altre teme il caldo umido delle nostre estati).


IL CIUFFOLOTTO IN CATTIVITA'




Dato che parliamo di soggetti già nati in cattività, il mantenimento non è certamente cosa ardua, anche se molta importanza rivestono le condizioni caratteristiche dell'ambiente in cui i soggetti debbono essere alloggiati.

L'ambiente ideale è rappresentato da una gabbia, o meglio una voliera di discreta cubatura in cui i soggetti possano volare tranquillamente; la temperatura non dovrebbe superare i 25° ed il locale dovrebbe essere ventilato o quanto meno non troppo umido.

Personalmente nelle rare occasioni in cui ho avuto dei Ciuffolotti ho notato che qui, in Italia centrale, è preferibile alloggiarli in un locale che anche in estate rimane fresco o in una voliera esposta ai venti protetta anche sul tetto dai raggi del sole. Utilizzando questi accorgimenti è possibile mantenere i soggetti in buona salute per più anni.

L'alimentazione è subordinata esclusivamente all'ambiente e più questa si avvicina a quella naturale, tanto maggiori saranno i risultati riproduttivi.

Un'alimentazione corretta dovrà essere composta da una base di Scagliola, con aggiunta di Canapuccia, Avena e qualche seme di Girasole; tali semi secchi andranno poi integrati con Canapuccia bollita, bacche di vario tipo, semi di frutta (graditissimi quelli di mela), e larve di Tenebrione. Di tanto in tanto potranno essere resi disponibili anche legumi bolliti e pastoncino all'uovo.

Nel periodo di riposo la base di semi secchi integrata con qualche bacca ogni tanto andrà certamente bene.

L'acqua per le abluzioni dovrà essere sempre a disposizione e così dicasi del grit; in un angolo della gabbia andrà posto un rametto di Conifera che sarà utilizzato quale posatoio notturno o posatoio di riposo durante il giorno (il Ciuffolotto ama appartarsi e stare tranquillo, in particolare dopo aver mangiato). La coppia potrà essere alloggiata in un unico contenitore anche in inverno, tenendo in considerazione che la femmina è dominante e quindi bisognerà raddoppiare le mangiatoie qualora questa infastidisca il maschio (in particolare se mutato).

Il nido andrà messo a disposizione nel mese di maggio, meglio se posto in un angolo tranquillo occultato da rametti di Abete. Per il rivestimento del cestino di vimini andranno bene delle fibre di cocco e la normale juta mista a lana e ad altre fibre. Molto importante in questa fase è la fornitura continua di osso di seppia e gusci d'uovo spezzettati. Nel caso si volessero sostituire le uova con quelle finte, onde convincere la femmina ad uscire dal nido basterà fornirle in un punto distante dalle stesso una piccola preda viva.

In voliera le Ciuffolotti allevano senza particolari problemi e lo stesso avviene in gabbia purché lasciate tranquille ed alimentate opportunamente.

Volendo affidare i piccoli a delle balie, l'ideale sono le femmine di Carpodaco del Messico, in quanto rispetto alle canarine appetiscono anche le prede vive e sono più "insistenti" quando forniscono l'imbeccata (in realtà tali femmine sono le balie migliori per tutti quei soggetti che nei primi giorni di vita necessitano di proteine animali quali il Ciuffolotto, il Fringuello, la Peppola, ecc.).

Per evitare carenze alimentari, quando i piccoli sono messi a balia, sarà bene somministrare a questa un complesso polivitaminico nell'acqua da bere e nell'imbecco allo stecco nel caso se ne faccia uso.

Per facilitare lo svezzamento che in certi casi si rivela un po' lungo andranno fornite delle spighe di Panico possibilmente immature e dei pezzetti di mela (va bene anche la Canapuccia bollita).

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